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Con Fronius Symo si può fare revamping fotovoltaico senza compromessi: la struttura dell’impianto non cambia e la produzione è ripristinata ai massimi livelli.

 

Biella, Italia
Il malfunzionamento e la successiva combustione di un inverter centralizzato hanno bloccato la produzione di un impianto FV da 580 kW installato nel 2010. L’urgenza di ripristinare la produttività dell’impianto doveva, però, essere conciliata con i requisiti tecnici richiesti dalle normative per il mantenimento dell’incentivazione derivante dal secondo Conto Energia. Ecco quindi il revamping fotovoltaico che si dimostra essere a prova di incentivo.

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L’azienda installatrice EBP Impianti infatti ha scelto di sostituire il dispositivo non più funzionante con gli inverter di stringa Fronius Symo per la loro affidabilità e, soprattutto, per la loro flessibilità. Infatti, grazie al doppio inseguitore MPP e all’ampio range di voltaggio, Fronius Symo non pone limiti alle configurazioni possibili diventando così l’inverter ideale per qualsiasi intervento di revamping fotovoltaico, soprattutto nei casi in cui non devono essere alterate le stringhe o la disposizione dei moduli.

In caso di cali di produzione o guasti, il sistema di monitoraggio rileva le anomalie e invia automaticamente un messaggio di alert ai tecnici della E.B.P. S.n.c. permettendogli così di intervenire proattivamente per ripristinare l’operatività dell’impianto. In qualità di Fronius Service Partner Plus, i tecnici dell’azienda possono sostituire le schede elettroniche degli inverter direttamente in loco e questo gli permette di offrire un servizio di manutenzione più rapido ed efficiente ai loro clienti.

IL NOSTRO VALORE AGGIUNTO:

/ L’algoritmo adattivo Dynamic Peak Manager garantisce la massima producibilità del sistema, anche con fenomeni di ombreggiamento localizzati.

/ Il design similare dei prodotti della gamma SnapInverter consente delle installazioni e degli interventi di manutenzione rapidi e senza particolari difficoltà.

 

revamping fotovoltaicodati impianto Fronius Vercelli

Due sentenze del Tar nel 2017 affermano che i pannelli solari sono da considerarsi un normale elemento architettonico.

Sì, anche la legge cambia rotta e introduce una grande novità considerando il fotovoltaico come un normale elemento architettonico.

Il fotovoltaico è una realtà ormai affermata ed in costante evoluzione. Secondo i dati forniti da elettricomagazine, ricavati dalla 41esima Expo Comfort tenutasi a Milano lo scorso mese di marzo, la potenza installata in Italia nel 2017 ha raggiunto i 409 MW, realizzando un ragguardevole +11% rispetto all’anno precedente.

Quali sono i fattori di crescita

I motivi di una tale performance sono diversi, alcuni dei quali piuttosto conosciuti. I progressi tecnologici in questo campo sono notevoli e continui: studi e sperimentazioni si susseguono in ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, così che la libera concorrenza e le migliorie apportate consentono una concreta riduzione dei costi.
Inoltre, una maggiore consapevolezza ambientale supportata da adeguati sgravi fiscali, fa sì che le famiglie si aprano alla possibilità di attingere alle fonti di energia rinnovabile, in particolare il solare fotovoltaico.
Ma c’è un altro aspetto da sottolineare, ovvero l’evoluzione normativa. Fino a poco tempo fa, specie in Italia, vi erano vincoli paesaggisti ed architettonici piuttosto restrittivi all’applicazione di pannelli solari. La burocrazia imponeva una serie di blocchi limitandone in parte l’accesso ai potenziali fruitori.

Cambio di rotta: il fotovoltaico come un normale elemento architettonico

Nel 2017 però due sentenze del Tar di Lombardia e Campania hanno ribaltato la situazione. Infatti, mentre in passato era il privato cittadino a dover dimostrare che le installazioni rispettavano piani regolatori e criteri paesaggistici, in seguito alle sopracitate sentenze ora è l’Autorità a dover dimostrare nel dettaglio e non attraverso principi generici che il paesaggio non è compromesso dall’installazione dei moduli. La presenza dei pannelli diventa perciò normale elemento architettonico del moderno paesaggio. Secondo People for planet.it, da un punto di vista normativo si tratta di un’autentica rivoluzione copernicana che agevolerà ancor di più la diffusione delle rinnovabili.
Se a ciò aggiungiamo che i rivestimenti tecnologici possono essere arricchiti da decorazioni colorate e fantasie complesse ad un costo accessibile un po’ a tutte le tasche, ecco allora più chiari i motivi della crescita avvenuta nel settore nell’ultimo anno.