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Fronius, già da tempo considerato uno dei più importanti produttori di inverter, aumenta la propria credibilità e brand awarness completando la gamma di soluzioni per i professionisti del settore.

Non è un caso se lo storico produttore austriaco è stato premiato dagli esperti tedeschi che hanno eletto “Prodotto dell’anno” uno degli ultimi nati della gamma Fronius. Il prestigioso Plus X Award è stato assegnato al nuovo ibrido Primo GEN24 per quattro caratteristiche: alta qualità, semplicità d’uso, funzionalità e ecocompatibilità.

Ma non solo: il premio statunitense “Top Performer 2019” è stato assegnato all’inverter Symo Advanced.

Insomma, nello scorso anno sono giunti importanti riconoscimenti di livello internazionale che non fanno che accrescere la credibilità del brand.

Fronius: la risposta a tutte le esigenze

La riprova del fatto che gli inverter Fronius sono adatte a tutte le esigenze si trova nel fatto che la ditta austriaca vanta la disponibilità di una vasta gamma di altissimo livello.

I nuovi inverter Fronius si basano sull’utilizzo della tecnologia SnapINverter, sia nei prodotti dedicati agli impianti residenziali sia per le installazioni di dimensione superiore. Questa tecnologia garantisce una rapida installazione e configurazione, grazie al fatto che l’ampia flessibilità del sistema permette di adattare facilmente lo SnapINverter ad ogni applicazione.

Inoltre, l’intera gamma dispone di cablaggi integrati, che rendono l’installazione rapida e precisa, senza necessità di strumentazione apposita. Grazie alle interfacce di comunicazione è molto semplice accedere ai dati, oltre al fatto che con una semplice chiavetta USB si possono fare gli aggiornamenti del sistema senza necessità di spegnere l’impianto.

Pertanto anche la manutenzione e assistenza all’impianto può essere fatta in modo rapido e preciso, senza spreco di denaro e con costi adeguati.

Gli inverter Fronius più richiesti

La serie Primo, della quale fa parte Primo GEN24 vincitore del Plus X Award, è l’ideale e la più richiesta per le case private. Ha una classe di potenza tra 3 e 8,2 kW, ed si inserisce perfettamente nella serie degli inverter SnapINverter. Si presenta con un design progettuale molto accattivante, Super Flex Design, che offre grande flessibilità. Inoltre, questa serie ha un sistema comunicativo molto avanzato grazie alla WLAN integrata e numerose interfacce che la rendono adatta per l’utilizzo domestico.

La serie Symo è invece più adatta ad applicazioni di tipo trifase, infatti i suoi modelli hanno una classe di potenza che varia da 3 a 20 kW. Così come la serie Primo, anche la serie Symo comunica tramite WLAN o Ethernet. In questo caso ad essere premiato è stato il modello Symo Advanced.

Con Fronius Symo si può fare revamping fotovoltaico senza compromessi: la struttura dell’impianto non cambia e la produzione è ripristinata ai massimi livelli.

 

Biella, Italia
Il malfunzionamento e la successiva combustione di un inverter centralizzato hanno bloccato la produzione di un impianto FV da 580 kW installato nel 2010. L’urgenza di ripristinare la produttività dell’impianto doveva, però, essere conciliata con i requisiti tecnici richiesti dalle normative per il mantenimento dell’incentivazione derivante dal secondo Conto Energia. Ecco quindi il revamping fotovoltaico che si dimostra essere a prova di incentivo.

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L’azienda installatrice EBP Impianti infatti ha scelto di sostituire il dispositivo non più funzionante con gli inverter di stringa Fronius Symo per la loro affidabilità e, soprattutto, per la loro flessibilità. Infatti, grazie al doppio inseguitore MPP e all’ampio range di voltaggio, Fronius Symo non pone limiti alle configurazioni possibili diventando così l’inverter ideale per qualsiasi intervento di revamping fotovoltaico, soprattutto nei casi in cui non devono essere alterate le stringhe o la disposizione dei moduli.

In caso di cali di produzione o guasti, il sistema di monitoraggio rileva le anomalie e invia automaticamente un messaggio di alert ai tecnici della E.B.P. S.n.c. permettendogli così di intervenire proattivamente per ripristinare l’operatività dell’impianto. In qualità di Fronius Service Partner Plus, i tecnici dell’azienda possono sostituire le schede elettroniche degli inverter direttamente in loco e questo gli permette di offrire un servizio di manutenzione più rapido ed efficiente ai loro clienti.

IL NOSTRO VALORE AGGIUNTO:

/ L’algoritmo adattivo Dynamic Peak Manager garantisce la massima producibilità del sistema, anche con fenomeni di ombreggiamento localizzati.

/ Il design similare dei prodotti della gamma SnapInverter consente delle installazioni e degli interventi di manutenzione rapidi e senza particolari difficoltà.

 

revamping fotovoltaicodati impianto Fronius Vercelli

Due sentenze del Tar nel 2017 affermano che i pannelli solari sono da considerarsi un normale elemento architettonico.

Sì, anche la legge cambia rotta e introduce una grande novità considerando il fotovoltaico come un normale elemento architettonico.

Il fotovoltaico è una realtà ormai affermata ed in costante evoluzione. Secondo i dati forniti da elettricomagazine, ricavati dalla 41esima Expo Comfort tenutasi a Milano lo scorso mese di marzo, la potenza installata in Italia nel 2017 ha raggiunto i 409 MW, realizzando un ragguardevole +11% rispetto all’anno precedente.

Quali sono i fattori di crescita

I motivi di una tale performance sono diversi, alcuni dei quali piuttosto conosciuti. I progressi tecnologici in questo campo sono notevoli e continui: studi e sperimentazioni si susseguono in ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, così che la libera concorrenza e le migliorie apportate consentono una concreta riduzione dei costi.
Inoltre, una maggiore consapevolezza ambientale supportata da adeguati sgravi fiscali, fa sì che le famiglie si aprano alla possibilità di attingere alle fonti di energia rinnovabile, in particolare il solare fotovoltaico.
Ma c’è un altro aspetto da sottolineare, ovvero l’evoluzione normativa. Fino a poco tempo fa, specie in Italia, vi erano vincoli paesaggisti ed architettonici piuttosto restrittivi all’applicazione di pannelli solari. La burocrazia imponeva una serie di blocchi limitandone in parte l’accesso ai potenziali fruitori.

Cambio di rotta: il fotovoltaico come un normale elemento architettonico

Nel 2017 però due sentenze del Tar di Lombardia e Campania hanno ribaltato la situazione. Infatti, mentre in passato era il privato cittadino a dover dimostrare che le installazioni rispettavano piani regolatori e criteri paesaggistici, in seguito alle sopracitate sentenze ora è l’Autorità a dover dimostrare nel dettaglio e non attraverso principi generici che il paesaggio non è compromesso dall’installazione dei moduli. La presenza dei pannelli diventa perciò normale elemento architettonico del moderno paesaggio. Secondo People for planet.it, da un punto di vista normativo si tratta di un’autentica rivoluzione copernicana che agevolerà ancor di più la diffusione delle rinnovabili.
Se a ciò aggiungiamo che i rivestimenti tecnologici possono essere arricchiti da decorazioni colorate e fantasie complesse ad un costo accessibile un po’ a tutte le tasche, ecco allora più chiari i motivi della crescita avvenuta nel settore nell’ultimo anno.

L’agenzia americana Nrel studierà il progetto fotovoltaico Aurora di Enel Green Power che è in corso d’opera nel Minnesota, pensato per conciliare pannelli solari e agricoltura.

Forse messa giù così la frase dice poco, ma in realtà questo studio fornirà indicazioni molto importanti per l’Italia e di conseguenza per l’area di Biella. Cerchiamo dunque di capire meglio di cosa si tratta.

Perché studiare i rapporti tra fotovoltaico e agricoltura?

I ricercatori statunitensi si propongono di capire i vantaggi della presenza di impianti di fotovoltaici in diversi tipi di aree agricole caratterizzate da varie forme di coltivazione. Si ipotizza infatti che le piante possano fornire vantaggi economici ed ambientali rispetto alla copertura di terreni con erba e ghiaia, attualmente ancora in maggioranza.
Ai microfoni di greenreport l’analista del Nrel Jordan Macknick afferma che “il progetto potrebbe far emergere nuove opportunità per aggiungere valore agli impianti solari. Potrebbe dimostrare che la vegetazione può ridurre i costi per lo sviluppo e la manutenzione dei progetti solari”.

In altre parole, il matrimonio tra fotovoltaico e alcuni tipi di coltivazione risulterebbe perfetto per due motivi: sarebbe sia vantaggiosa dal punto di vista economico sia maggiormente sostenibile e quindi in perfetta linea con la filosofia della green energy.

I benefici del matrimonio fra fotovoltaico e agricoltura

Questa idea non è una novità assoluta: in molti stati americani gli agricoltori da tempo coltivano fagioli, lattuga, cavoli, peperoni ed altri ortaggi sotto o vicino ai pannelli solari. Ora si tratta di capire i benefici della combinazione fotovoltaico e agricoltura, che sono principalmente due.
La preparazione di un sito per poter ospitare pannelli fotovoltaici incide per circa il 20% del costo totale dell’opera, in particolare per il livellamento del terreno ed la posa di erba o ghiaia. Lasciare sul posto la vegetazione avrebbe due effetti positivi: 

  1. riduzione dei costi per la preparazione del terreno;
  2. riduzione dell’uso dei pesticidi, aspetto molto importante anche dal punto di vista ambientale.

Tutto ciò renderebbe eco-sostenibile il matrimonio tra agricoltura e pannelli solari.

Solare e agricoltura

Alcuni esperimenti del connubio frafotovoltaico e agricoltura sono già stati fatti / via Flickr

Fotovoltaico e agricoltura, simbiosi perfetta e vantaggi per entrambi

La vegetazione adatta può migliorare la produttività dei pannelli. Infatti, la presenza di ortaggi offre l’enorme vantaggio di abbassare la temperatura del terreno, che a sua volta riduce quella dei pannelli. I pannelli fotovoltaici a temperature più basse sono più efficaci in quanto aumentano la produzione di energia solare.

Vale dunque la pena di seguire l’evolversi dello studio, poiché in Italia e nel biellese si potrebbero adottare le stesse misure del Minnesota.

L’Australia è fra i paesi in prima linea nel campo delle rinnovabili.

Pochi giorni fa è stato siglato un importante accordo che prevede la realizzazione della più grande centrale elettrica virtuale del pianeta.
A dire il vero il governo australiano protegge ancora fortemente l’energia fossile, ma lo stato federato del South Australia ha scelto con decisione la via del fotovoltaico con accumulo.

Il progetto: solare domestico, in rete

Il sito news.com.au rivela l’accordo siglato tra il premier sud-australiano Jay Weatherill e il Ceo di Tesla Inc. Elon Musk, il quale prevede la realizzazione, in soli 4 anni, di una rete di 50mila impianti solari domestici – attualmente già in fase di sperimentazione in 1100 abitazioni – in grado di generare 250 MW di elettricità. Abitazioni che verranno dotate gratuitamente di un impianto fotovoltaico da 5 kW e una batteria Tesla da 13.5 kW.
L’aspetto davvero interessante del progetto è che la centrale elettrica fotovoltaica si autofinanzierà con la vendita alla rete dell’energia prodotta dai singoli partecipanti.

Quali vantaggi per gli utenti?

Questa immensa centrale elettrica fotovoltaica genererà quindi energia per una larga fetta del South Australia. Ma cosa implica per i singoli utenti?
Le famiglie non saranno proprietarie dell’energia prodotta dai pannelli solari installati sui loro tetti ed incamerata nelle batterie all’interno delle loro case, quindi non avranno un guadagno diretto. Ma è altrettanto vero che a fronte di questo mancato introito godranno di due vantaggi non indifferenti.
Il primo, di ordine economico. Infatti, secondo rinnovabili.it il costo della bolletta elettrica dovrebbe ridursi del 30%  rispetto al prezzo attuale. Una riduzione davvero consistente.
Il secondo vantaggio, che potremmo definirlo indiretto, rende ancor più affascinante questo ambizioso progetto, perché il network proteggerà le singole abitazioni da possibili blackout, tramite un sistema tecnologicamente avanzato che consentirà di individuare una interruzione di corrente e ripristinarla in maniera automatica, in modo che l’utente non abbia neppure il tempo di rendersi conto del problema.