Pulizia Pannelli Fotovoltaici: E’ utile? In quali situazioni?

La pianificazione per una pulizia del fotovoltaico è determinante per il suo corretto funzionamento.
Gl impianti fotovoltaici attuali possono durare oltre 30 anni, ma solo se vengono mantenuti e controllati costantemente.
Una corretta e costante pulizia ti permette di massimizzare l’assorbimento delle radiazioni solari e di ottimizzare i costi.

Uno degli ostacoli principali, quando si decide di procedere alla pulizia dei pannelli solari, è la difficoltà nel raggiungerli. Il suggerimento è sempre quello di evitare possibilmente la pulizia fai date, in modo da evitare rischi per la persona ed eventuali danneggiamenti all’impianto.
Occorre che venga fatta da professionisti del settore che possano valutare con precisione come intervenire sull’impianto.

Senza una corretta pulizia, il tuo impianto può ridurre le sue prestazioni fino a quasi il 30%.

Pulizia Pannelli Solari: Quando deve essere fatta?

Il lavaggio dei pannelli fotovoltaici dovrebbe essere fatto almeno due volte all’anno, solitamente in primavera o in autunno.
Come fare a capire quando è ora della pulizia?
Per prima cosa sarebbe opportuno effettuare dei controlli periodici, tipo due volte al mese, per monitorare lo stato di salute dei pannelli.
Un altro segnale importante, per capire quando è ora di effettuare una pulizia, è monitorare l’efficienza. Se noti che con il passare del tempo l’efficienza dei tuoi pannelli è in calo, molto probabilmente il tuo impianto ha bisogno di un intervento di pulizia.

Come pulire i pannelli fotovoltaici?

Il lavaggio dei pannelli fotovoltaici, come detto prima, deve essere svolto da professionisti del settore.
Normalmente viene usata acqua demineralizzata e spazzole rotanti a pressione che possono essere combinate con acqua calda.
La completa pulizia viene svolta in modo ecologico, senza l’aggiunta di sostanze chimiche inquinanti.

A volte, la pioggia può essere utile, ma non quando i tuoi pannelli presentano incrostazioni, fogliame o macchie che possono essere eliminate solo con un intervento manuale.

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EBP

Fronius, già da tempo considerato uno dei più importanti produttori di inverter, aumenta la propria credibilità e brand awarness completando la gamma di soluzioni per i professionisti del settore.

Non è un caso se lo storico produttore austriaco è stato premiato dagli esperti tedeschi che hanno eletto “Prodotto dell’anno” uno degli ultimi nati della gamma Fronius. Il prestigioso Plus X Award è stato assegnato al nuovo ibrido Primo GEN24 per quattro caratteristiche: alta qualità, semplicità d’uso, funzionalità e ecocompatibilità.

Ma non solo: il premio statunitense “Top Performer 2019” è stato assegnato all’inverter Symo Advanced.

Insomma, nello scorso anno sono giunti importanti riconoscimenti di livello internazionale che non fanno che accrescere la credibilità del brand.

Fronius: la risposta a tutte le esigenze

La riprova del fatto che gli inverter Fronius sono adatte a tutte le esigenze si trova nel fatto che la ditta austriaca vanta la disponibilità di una vasta gamma di altissimo livello.

I nuovi inverter Fronius si basano sull’utilizzo della tecnologia SnapINverter, sia nei prodotti dedicati agli impianti residenziali sia per le installazioni di dimensione superiore. Questa tecnologia garantisce una rapida installazione e configurazione, grazie al fatto che l’ampia flessibilità del sistema permette di adattare facilmente lo SnapINverter ad ogni applicazione.

Inoltre, l’intera gamma dispone di cablaggi integrati, che rendono l’installazione rapida e precisa, senza necessità di strumentazione apposita. Grazie alle interfacce di comunicazione è molto semplice accedere ai dati, oltre al fatto che con una semplice chiavetta USB si possono fare gli aggiornamenti del sistema senza necessità di spegnere l’impianto.

Pertanto anche la manutenzione e assistenza all’impianto può essere fatta in modo rapido e preciso, senza spreco di denaro e con costi adeguati.

Gli inverter Fronius più richiesti

La serie Primo, della quale fa parte Primo GEN24 vincitore del Plus X Award, è l’ideale e la più richiesta per le case private. Ha una classe di potenza tra 3 e 8,2 kW, ed si inserisce perfettamente nella serie degli inverter SnapINverter. Si presenta con un design progettuale molto accattivante, Super Flex Design, che offre grande flessibilità. Inoltre, questa serie ha un sistema comunicativo molto avanzato grazie alla WLAN integrata e numerose interfacce che la rendono adatta per l’utilizzo domestico.

La serie Symo è invece più adatta ad applicazioni di tipo trifase, infatti i suoi modelli hanno una classe di potenza che varia da 3 a 20 kW. Così come la serie Primo, anche la serie Symo comunica tramite WLAN o Ethernet. In questo caso ad essere premiato è stato il modello Symo Advanced.

Anche per il 2020 sono stati introdotti interessanti incentivi per chi deciderà di investire in energie rinnovabili. Con le modifiche apportate alla legge 160/2019, gli impianti alimentati con questo tipo di energia sono considerati a tutti gli effetti beni strumentali da ammortizzare.
Che si tratti di azienda o privato chi sceglierà di passare al fotovoltaico potrà godere di preziosi benefit a suo vantaggio.

Bonus ristrutturazioni

Nel dettaglio si tratta di una cospicua agevolazione fiscale, detta anche “bonus ristrutturazioni” che entra in aiuto per chi deve ristrutturare. A tale proposito quando si dovrà presentare la dichiarazione dei redditi potrà essere portata in detrazione la metà degli importi spesi entro la fine del 2020, con un tetto massimo di novantaseimila euro per immobile. Rientrano in questa spesa anche i costi per l’acquisto e l’installazione degli impianti fotovoltaici, in quanto interventi volti a un risparmio energetico e sfruttamento delle energie rinnovabili.
Mai come oggi risparmiare e dare una mano all’ambiente sono stati così legati tra loro. Infatti produrre energia elettrica per uso aziendale o residenziale, oltre a permettere di ottenere un considerevole risparmio energetico autorizza anche a un rimborso attraverso le detrazioni. Nel caso di privati cittadini la percentuale di detrazione è pari al 50% delle spese affrontate e rientrano in questa opportunità:

  • i costi di progettazione per l’impianto fotovoltaico;
  • i costi legati alle perizie e ai sopralluoghi;
  • le spese per le concessioni e autorizzazioni ai lavori compresa l’imposta di bollo;
  • l’acquisto di pannelli solari, componenti e IVA;
  • l’installazione;
  • la redazione della relazione di conformità;
  • le spese per le altre prestazioni professionali legate;

Ne possono usufruire tutti coloro che affrontano le spese in quanto proprietari o conduttori dell’impianto o comodatari purché rispettino queste semplici clausole.

  • È indispensabile provvedere ai pagamenti tramite bonifico agevolato: si tratta di un tipo di bonifico nel quale si deve specificare la causale, il proprio codice fiscale e l’articolo di legge a cui si fa riferimento l’art. 16-bis del TUIR D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986.
  • È consigliato inviare all’ENEA, l’Agenzia nazionale per l’erogazione dell’energia, le informazioni complete riguardanti le installazioni degli impianti a risparmio energetico. Tuttavia, non c’è l’obbligo dell’invio e nel caso in cui non avvenisse ciò non influisce sull’accettazione della pratica e il diritto alla detrazione.

La fruizione delle detrazioni prevista va dilazionata in un piano di 10 quote annuali permettendo così un cospicuo ammortamento della spesa.
Tra le opere che si possono portare in detrazione, oltre ai pannelli fotovoltaici, è possibile inserire anche l’acquisto e l’installazione dei sistemi di accumulo. Queste particolari batterie rendono ancora più completo l’impianto permettendo di accumulare l’energia in eccesso prodotta durante il giorno e poterla usare la notte. In tale modo sarà possibile avere energia ininterrottamente anche quando, per mancanza di luce solare, l’impianto non è in azione. Un sistema dinamico che permette di adeguarsi giorno per giorno alle esigenze facendo risparmiare sempre con un occhio rivolto all’ambiente.

Agevolazione Iva

Acquistando un impianto fotovoltaico si può usufruire del regime dell’Iva agevolata del 9%. Grazie all’articolo127 della Tabella A del DPR 633 del 1972, i dispositivi per la produzione dell’energia elettrica infatti rientrano nella normativa.

Agevolazioni per le aziende

Il discorso agevolazioni e incentivi acquista un valore diverso per le aziende che decidono di installare i pannelli solari. Avranno infatti un ammortamento maggiore, pari al 130% sui costi di acquisto. Tale agevolazione sarà applicata anche nel caso di potenziamento e ristrutturazione di un impianto già presente.
Un ulteriore bonus verrà applicato alle aziende che insieme alla collocazione di un impianto fotovoltaico rimuoveranno opere contenenti amianto. Otterranno infatti un premio di 12 euro /Mwh sul complessivo dell’energia originata.
Ricapitolando oltre a ottenere un risparmio sulle bollette, un impatto ambientale nullo per l’autoproduzione dell’energia elettrica, un sostanzioso recupero sotto forma di detrazioni fiscali per il prossimo decennio, pari al 50% della spesa affrontata o del 130% in caso di aziende, il 2020 si consacra dalla parte del raggiungimento della sostenibilità energetica.
A fronte di costi più contenuti e tecnologie più evolute il fotovoltaico non è mai stato così alla portata di tutte le tasche.

Tubi luminosi lungo tutto il perimetro di casa; tende di luci e catene luminose sugli alberi del giardino e sulla siepe; proiettori di motivi invernali sulla facciata; decorazioni in pvc di rami e in 3D di slitte e figure a grandezza naturale…

Quanto è bello il Natale con le sue luminarie sfavillanti e creative!

E oggi l’ampia disponibilità di luci decorative da esterno e da interno è ancora più bella, grazie all’arrivo del fotovoltaico anche in questo settore.

È sufficiente la luce solare durante la giornata per colorare di meraviglia le serate invernali, regalando gioia e colori senza incidere troppo sulla bolletta della luce e, soprattutto, riducendo al minimo l’inquinamento atmosferico.

Tuttavia, in questo clima di doni e bellezza, si può fare di più. Perché, allora, oltre agli addobbi natalizi ecologici, non regalarsi un vero e proprio impianto domestico fotovoltaico?

Produrre energia pulita sfruttando il sole, oltre a garantire il minor impatto ambientale possibile, è sinonimo infatti di tanti vantaggi, non unico e ultimo il risparmio.

Perché regalarsi un impianto fotovoltaico a Natale

  • Per ogni kWh prodotto si evita di immettere nell’ambiente circa 700 gr di CO2, un bel gesto che dimostra quanto si possa realmente fare per aiutare l’ecosistema.
  • L’impianto fotovoltaico è un investimento il cui capitale si recupera nel periodo di 6 anni. Scegliendo una certificazione KIWA e IFI si ha anche la garanzia dell’assenza di materiali pericolosi, tossici e inquinanti. Esiste infatti un pannello solare riciclabile al 100% completamente italiano che utilizza uno strato di film sottile o CIGS (a banda proibita diretta).
  • I prezzi per l’installazione dei pannelli sono ribassati, dati alla mano dell’Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili, del 70% rispetto al 2009, diventando assai più competitivi se confrontati con le energie provenienti da fonti tradizionali.
  • Il risparmio sui consumi in bolletta è notevole, visto che si diventa al pari di un produttore di energia elettrica abbattendo i costi di gestione.
  • Con l’insediamento dei pannelli fotovoltaici si rialza il valore commerciale dell’immobile in base alla potenza dell’impianto e all’energia prodotta garantendosi un recupero della spesa effettuata in un’ipotetica vendita.
  • Nel caso di un eccesso di produzione di energia elettrica il gestore, in un regime di interscambio con la rete elettrica locale, è disponibile ad acquistarla offrendo un contributo in conto scambio trasformando il rapporto in fornitori-colleghi.
  • Installando un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa, o del condominio in cui si risiede, si beneficia della detrazione fiscale del 50%. Lo Stato infatti permette di dimezzare i costi restituendo con sgravi fiscali ripartiti in 10 anni la metà delle spese sostenute attraverso le detrazioni IRPEF.

Ragioni che fanno propendere per la scelta autonoma di prodursi l’energia necessaria, di pagare il giusto e trasformare le parole in fatti rendendo i consumi energetici il meno invasivi possibili per l’ambiente.

Gesti che se applicati alle grandi aziende corrispondono a una minore immissione di Co2 nell’aria, ma che se amplificati dalla condivisione personale dimostrano il reale interesse per la salvaguardia del biosistema e portando benefici a chiunque.

Dunque, perché no? Regalarsi un impianto fotovoltaico per questo Natale potrebbe essere molto più di un regalo, ma un dono a sé stessi, al proprio portafoglio e all’ambiente.

È nata in Francia la centrale di pannelli solari galleggianti più grande d’Europa.
Si trova nel dipartimento della Vaucluse, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il piccolo comune di Piolenc in cui lo scorso 18 ottobre è stata inaugurata la più grande e potente centrale solare galleggiante d’Europa. Il produttore indipendente Akuo ha posato ben 47.000 pannelli fotovoltaici sul lago artificiale, dando vita a un impianto in grado di alimentare la corrente di ben 4500 case, attraverso la produzione di 17 megawatt di energia pulita.
Con un investimento di 17 milioni di euro il presidente e co-fondatore del produttore di energia Akuo, Eric Scotto, ha confermato che l’intento alla base del progetto è quello di spingere il mercato del solare galleggiante e invogliare il finanziamento di questo tipo di progetti.
Gli esperti hanno stimato che nel solo territorio francese sarebbe possibile produrre fino a diecimila megawatt di energia pulita, sfruttando la grande quantità di laghi artificiali e stagni idroelettrici, rispondendo così alla domanda di 10 milioni di famiglie. Secondo questa previsione il ministro della transizione ecologica Elisabeth Borne, presente all’inaugurazione con il segretario di stato Brune Poirson, ha espresso il parere secondo cui in Francia il fotovoltaico dovrebbe raddoppiare la propria potenza installata entro il 2023 e quintuplicarla entro i prossimi dieci anni.

Da dove nasce il progetto di Piolenc

In un lontano passato il lago non esisteva. Al suo posto, a pochi metri dal Rodano, sorgeva una vecchia cava mineraria che il comune decise di allagare per formare l’attuale bacino d’acqua.
Rimase inutilizzato per diverso tempo fino a che l’odierno sindaco Louis Driey, da sempre impegnato a trasformare la sua città in un modello di sviluppo sostenibile, ha acconsentito ad affittarlo per poche centinaia di euro per le prime prove di impianti galleggianti.
All’origine del progetto ecologico c’è il suo ideatore: Bernard Prouvost che sperimentò per primo le strutture sul lago. Fu un vero e proprio precursore dei tempi prevedendo che la terra non sarebbe stata sufficiente per realizzare i grandi impianti solari necessari alla Francia e ai paesi ad alta densità. Un problema risolvibile con la costruzione degli impianti sull’acqua, evitando il rischio di sfruttare il suolo utile all’uso agricolo.
I primi prototipi di impianti solari galleggianti sono stati sviluppati nel 2009. A oggi, con la Akuo, siamo alla quarta generazione, che permette alla piattaforma fluttuante di competere con le strutture terrestri vincendo l’appalto di Piolenc e garantendo un affitto mensile di 25.000€ alla cittadina ospitante. Sono stati necessari una decina di anni per arrivare a realizzare l’impianto in grado di fornire elettricità verde a migliaia di case con la promessa di rimanere operativo almeno 25 anni. “Un impianto come questo viene oggi costruito in pochi mesi”, afferma Marc Neyret, direttore di produzione dell’azienda.

Come è composto l’impianto solare galleggiante

Gli impianti solari galleggianti presentano un vantaggio considerevole rispetto a quelli a terra: infatti sono progettati per ottimizzare la luce riflessa. La vicinanza alla superficie dell’acqua permette di aumentare dal 10 al 20% la produzione di energia elettrica rispetto a un impianto analogo installato a terra.
I pannelli solari sono fissati su un galleggiante inserito all’interno di un sistema modulare. Si tratta di strutture composte ciascuna di 4 pannelli, le quali possono essere unite per creare isole più grandi in grado di resistere a vento, onde, raggi solari e altre fatiche meccaniche.
Una concezione questa che, costruito l’ancoraggio centrale, permette di adattare il sistema al luogo in cui viene installato facendolo diventare “su misura”. Akuo inoltre garantisce che non ci sono conseguenze negative per l’ambiente. Seppure il sistema faccia da schermo e riduca la quantità di luce che entra nell’acqua, e quindi la temperatura, è altrettanto vero che sono limitate anche l’evaporazione e la proliferazione di alghe.

Un nuovo progetto in Occitania

La struttura progettata per Piolenc copre 17 ettari, esattamente un terzo della superficie del lago, e risulta essere la soluzione più competitiva rispetto all’abituale centrale solare a terra. Presto però verrà superata e all’orgoglioso sindaco dell’ecologica cittadina resterà solo il titolo di “prima centrale elettrica galleggiante europea”. Infatti, un nuovo progetto ha già ottenuto il via libera lo scorso giugno e verrà costruito a breve in un comune di Occitanie, Raissac d’Aude. Questa nuova centrale, ancora prodotta dalla Akuo Energy, produrrà ben18 megawatt.
Secondo l’azienda promotrice, questo tipo di centrale elettrica consente di risolvere i conflitti legali e di utilizzo propri degli impianti terrestri e offre un forte potenziale di sviluppo andando incontro all’ambiente.

Cinque motivi per fare manutenzione ai pannelli solari

L’impianto fotovoltaico è un’ottima soluzione energetica: non solo per andare incontro alla crescente esigenza di un minor impatto ambientale, ma anche per risparmiare sulle bollette. Tuttavia, perché sia efficiente è indispensabile rispettare alcune buone abitudini da mantenere nel tempo.
I pannelli solari senza un’opportuna manutenzione potrebbero perdere nel tempo di efficacia e diventare un vero problema. I pannelli solari, infatti, sono soggetti alle intemperie e si sporcano facilmente. Un pannello sporco non ottimizza i raggi solari, non produce sufficiente energia e non mantiene un rendimento minimo. In sintesi non fa il lavoro per cui è stato progettato, venduto e acquistato.
Come fare dunque per ottimizzare il proprio impianto fotovoltaico? Senza dubbio con la giusta manutenzione. L’ideale, poi, è che sia frequente, almeno una volta all’anno, e che sia svolta da una ditta specializzata, affinché sia svolta a regola d’arte e per evitare danni all’impianto.
Ecco dunque alcuni motivi per cui la manutenzione allungherà la vita ai pannelli solari.

Cinque motivi per fare una manutenzione costante ai pannelli solari

  • Tempestività dei controlli: Grazie al controllo periodico e costante sarà possibile accorgersi immediatamente di eventuali deterioramenti dei pannelli. L’intervento tempestivo permetterà la loro riparazione o sostituzione ripristinando i parametri originari. Se poi, durante la pulizia, si dovessero incontrare situazioni impreviste sarà possibile installare misure di protezione, come le griglie antipiccioni in grado di evitare la formazione di nidi prima che questi possano nuocere all’impianto.
  • Pulizia costante dei pannelli: la presenza di foglie, pulviscolo volatile, terra, fino ad arrivare ai nidi di uccelli, inficia la produzione di energia elettrica con il rischio di sfociare in incendio. Assicurando la pulizia di ogni parte del pannello come al momento della sua posa in opera si aiuterà anche la sua durata nel tempo. È facile dedurre che più l’impianto è sporco meno energia rende, una perdita che pesa sul portafoglio e di certo costa più della manutenzione.
  • Migliore resa: un pannello solare pulito e perfettamente funzionante mantiene inalterate le sue capacità di assorbimento dei raggi solari e la resa energetica. Conserva dunque le promesse di risparmio e resa migliore. Si stima che al contrario un pannello solare sporco possa perdere di resa dal 7% al 20 %.
  • controllo di tutto l’impianto: solo attraverso la manutenzione effettuata da una ditta specializzata è possibile controllare la resa della struttura, rilevare eventuali difetti nei pannelli e valutare la prestazione dell’impianto. Solo con le loro adeguate attrezzature si possono infatti individuare dispersioni e indicare con precisione la loro provenienza effettuando interventi specifici e andando a sanare eventuali guasti.
  • Aggiungere per tempo l’antigelo: controllare il corretto livello dell’antigelo prima che il clima invernale e le escursioni termiche possano intaccare le prestazioni dei pannelli è importante per evitare sicure anomalie e interruzioni di servizio. Spesso una rapida opera di prevenzione evita che si danneggino i moduli fotovoltaici e garantisce un’opportuna protezione delle cellule dal gelo. Questa operazione è tanto più importante e necessaria quanto più l’ambiente circostante sia esposto a intemperie invernali sostanziose, ma anche in situazioni climatiche meno rigide non è assolutamente da trascurare.
    Il sistema fotovoltaico permane tra i migliori investimenti per l’ambiente. Una soluzione ecologica in grado di mantenere il suo patto di cedere energia senza inquinare. Seguendo semplicemente un’adeguata manutenzione ai pannelli solari si manterrà più a lungo il loro stato di “buona salute” aumentandone la durata e la loro resa.

Gli impianti fotovoltaici sono sistemi produzione di energia elettrica sempre più scelti sia a livello domestico sia industriale per il fatto che producono energia pulita e che, sul lungo periodo, permettono un risparmio.

Tuttavia, richiedono la giusta cura al fine di rendere al massimo. La pulizia dell’impianto fotovoltaico è una delle buone pratiche da adottare nel momento in cui si procede alla manutenzione dell’impianto. Una manutenzione accurata e costante è certamente uno dei modi migliori per aumentare la resa e allungare la vita dell’impianto stesso.

Gli studi scientifici ci dicono che la pulizia dell’impianto fotovoltaico migliora la resa mediamente del 7%, ma in alcuni casi anche oltre il 20%.

Per gli impianti situati in città o in zone di traffico lo smog è il nemico numero uno, mentre in campagna sono le foglie e le deiezioni degli uccelli a schermare i pannelli. Le polveri, poi, sono sempre in agguato e possono combinarsi con altri fattori in modo negativo.

A volte si pensa che la pioggia possa essere sufficiente a eliminare la polvere e i residui, ma spesso non lo è. Anzi, una volta che le superfici bagnate alla pioggia si asciugano, rimangono aloni e sporcizia che schermano il pannello solare.

Difficilmente un impianto può essere immune dalla riduzione di resa dovuta alla sporcizia se non viene pulito periodicamente.

In quest’ottica, non solo è importante programmare pulizie regolari, ma anche scegliere il momento più propizio per la pulizia, in modo da ottimizzare la spesa. Esistono regole di buon senso valide in tutte le situazioni, ma allo stesso tempo vale la pena di verificare caso per caso, magari con il consiglio di un esperto.

Pulire l’impianto fotovoltaico con regolarità

La pulizia dei pannelli solari dovrebbe essere organizzata a scadenza fissa. C’è chi consiglia di farla almeno ogni due anni, ma una frequenza annuale è senza dubbio la più indicata perché durante l’anno sono molte le occasioni in cui si possono sporcare.

Se nell’inverno ci sono state molte precipitazioni, soprattutto di carattere nevoso, sarebbe opportuno pulire i pannelli verso i primi mesi della primavera, verso marzo-aprile, quando le giornate si allungano e aumentano le ore assolate.

Tuttavia, se l’impianto si trova in una zona in cui le piogge primaverili sono abbondanti, può essere più indicato aspettare l’estate in quanto nella bella stagione è bene che i pannelli siano ben puliti.

In questo periodo, infatti, l’esposizione al sole è massima, e garantisce il massimo delle ore di luce di tutto l’anno: d’estate si registra la maggior incidenza del sole ed è molto importante che i pannelli siano ben puliti per poter sfruttare al massimo la resa.

D’estate in genere le piogge sono brevi e intense e non sono adatte a rimuovere lo sporco. Inoltre, i temporali e i venti forti possono portare foglie, che  favoriscono l’accumulo della sporcizia.

Se i pannelli sono posti in aree dove sono presenti alberi e piante, è probabile che d’autunno si coprano di foglie e che gli interstizi tra i pannelli si intasino.

Insomma, al di là delle regole generali e del buon senso, ogni situazione è a sé e conviene valutarla con il proprio tecnico di fiducia.

Perché non ritardare troppo la pulizia dell’impianto

Se è da parecchio tempo che l’impianto non viene pulito, è meglio non aspettare oltre, indipendentemente dalla stagione in cui ci si trova.

  • Più l’impianto è sporco, meno rende. Una resa scarsa costa di più, in termini di denaro, che una pulizia ben fatta.
  • Più lo sporco si accumula, più diventa difficile da rimuovere. Pertanto la pulizia sarà più complessa e più lunga, quindi più costosa.
  • Se è da molto che l’impianto non viene pulito, probabilmente non è stata fatta nemmeno manutenzione. In questo caso è opportuno controllare che sia tutto a posto, che non ci siano dispersioni né collegamenti elettrici danneggiati.
  • Mentre si procede alla pulizia, si può valutare se è il caso di installare griglie antipiccioni per evitare nidi e accumulo di sporcizia.

Il vostro tecnico sarà in grado di rispondere a tutte le vostre domande e di valutare con voi le scelte più appropriate per il vostro impianto. Non vi resta che contattarlo per un preventivo.

 

 

Quando si fa la manutenzione e la pulizia dei pannelli fotovoltaici, spesso capita di imbattersi in ospiti indesiderati.

Può succedere che nelle intercapedini tra i pannelli e il tetto trovino rifugio vari tipi di volatili e che lì sotto facciano il nido. In città questo capita di solito con i piccioni.

Non si tratta di un problema che riguarda solo i pannelli solari in quanto i piccioni sono attratti dai tetti, soprattutto dagli anfratti dove trovano tepore, riparo e la tranquillità per nidificare: grondaie, colmi dei tetti, balconi, sottotetti e curve di gronda.

Se non è raro vedere sui condomini dissuasori meccanici per piccioni, con lo stesso principio sono state inventate le griglie antipiccione per pannelli solari, che impediscono l’accesso al di sotto dei pannelli.

Perché allontanare i piccioni dagli impianti fotovoltaici

La presenza di volatili, in particolare dei piccioni, è dannosa per la buona salute e per la resa degli impianti fotovoltaici e dei pannelli solari.

Non solo le loro deiezioni sporcano i pannelli, ma la presenza di nidi può causare surriscaldamento.

Spesso i nidi si trovano proprio nei pressi dei cavi, per il fatto che in quei punti c’è maggior calore. Durante le operazioni di manutenzione può essere necessario accedere ai cavi per controllare che non ci siano dispersioni e che l’impianto fornisca il meglio delle prestazioni. Se l’accesso è ostacolato dalla presenza di nidi, le operazioni diventano molto più lunghe, oltre che costose per il committente.

Inoltre, la sporcizia provocata da guano e piume, a cui si aggiungono spesso anche fogliame e polvere, crea una vera barriera che porta a una perdita di efficienza fino al 15%-30% .

La presenza di questi volatili obbliga a pulizie più frequenti e a manutenzioni più complesse con il rischio di avere un impianto che rende meno e che costa di più.

Come funzionano le griglie antipiccione

Le griglie antipiccione hanno la funzione di evitare che i volatili possano intrufolarsi negli anfratti tra i pannelli solari e il tetto per nidificare.

Si tratta di vere e proprie barriere anti intrusione che vengono agganciate lungo il perimetro esterno dei pannelli solari e scendono fino alla copertura del tetto come se fossero delle frange.
Una buona soluzione possono essere le griglie antipiccione di Isidoro System.

Sono estremamente adattabili a ogni tipo di tetto e a ogni curvatura del tetto stesso (come per esempio i coppi che hanno una forma bombata) e creano una barriera insuperabile da parte dei piccioni, senza necessità di procedere a  a tagli né a sagomatura della griglia stessa.

Investire una piccola cifra oggi con questa finalità, può essere un importante risparmio domani, quando i pannelli solari saranno da pulire e l’impianto da manutenere.

 

 

Il fotovoltaico ad accumulo è una soluzione efficace per il risparmio quotidiano.
A differenza del tradizionale impianto, il fotovoltaico con accumulo ti permette di non rimanere mai senza energia elettrica ed evita di collegarti all’impianto di corrente, come spesso succede con l’impianto tradizionale, in assenza di energia.

Come funziona l’impianto fotovoltaico con accumulo

L’impianto fotovoltaico ad accumulo funziona grazie ad accumulatori di energia.
In un impianto tradizionale, l’energia viene prodotta in grande quantità durante le ore con maggiore luce solare e tende a crearne sempre meno verso le ore serali quando cala il sole. Nel caso di un utilizzo pomeridiano di energia, quando questa si esaurisce ci si collega direttamente all’impianto elettrico. Nel caso invece che questa energia non venisse consumata tutta, finirebbe comunque nella rete elettrica.
Vedi anche: Come funziona un impianto fotovoltaico

Questi accumulatori di corrente, permettono quindi di “conservare” tutta l’energia prodotta durante il giorno per poi utilizzarla tranquillamente durante le ore serali quando solitamente, essendo a casa, si consuma più energia del solito per lavastoviglie, televisori, lavatrici etc.
Quindi, l’impianto fotovoltaico con accumulo, produce continuamente energia nelle ore di sole e fornisce corrente direttamente durante la giornata. Tutta l’energia non consumata viene immagazzinata in queste batterie per fotovoltaico in modo da poter essere utilizzata in un secondo momento.

Le batterie per il fotovoltaico ad accumulo

Esistono vari tipi di accumulatori per fotovoltaico. Tra i migliori marchi si possono trovare LG Chem, Fronius Solar Energy e Solar Edge.
Grazie alle batterie di accumulo collegate al tuo impianto, potrai quindi essere totalmente indipendente dall’impianto elettrico e potrai quindi risparmiare parecchio azzerando per intero la componente energia della bolletta.
Con i prezzi attuali delle batterie e tenendo conto degli incentivi disponibili potrebbe essere conveniente oggi installare un impianto fotovoltaico con accumulatore anche di piccola taglia.

Gli impianti fotovoltaici con accumulo sono una reale soluzione per il risparmio nella vita quotidiana.
Per maggiori informazioni puoi contattarci ai numeri: 328.5333525 – 393.3611370 oppure scriverci a info@ebpimpianti.it

Che gli impianti fotovoltaici siano una fonte di energia pulita e rispettosa dell’ambiente, è ormai risaputo.

Oltre a non inquinare, questo tipo di energia fa parte delle energie rinnovabili, cioè che non vanno in esaurimento come molte altre fonti sfruttate in passato, tra cui petrolio e carbone.

Le politiche ambientali a livello europeo vanno proprio nella direzione di favorire sempre più lo sfruttamento di questo tipo di energie a discapito di altre più inquinanti e dannose per l’ambiente.
Quello che non tutti sanno è come funzionano i pannelli fotovoltaici.

Che cosa sono i pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici sono dei sistemi formati da un insieme di celle fotovoltaiche.

Le celle solari, o fotovoltaiche, catturano i raggi solari e li convertono in energia.
Le celle funzionano come un diodo di grande dimensione. Esse sono costituite da una lamina sottile di un materiale semiconduttore, generalmente silicio. In realtà il silicio allo stato puro non ha elettroni di conduzione, quindi è un pessimo conduttore. Perché possa trasportare energia vengono inseriti nella struttura cristallina atomi come quelli di boro e fosforo che attivano il campo elettrico e lo rendono in grado di produrre così energia elettrica.

Le varie lamelle di silicio vengono messe in modo lineare, formando una specie di griglia che viene posizionata nella parte superiore del pannello. Al di sopra viene posato un sottile foglio di vetro che ha la funzione di proteggere le celle. Inoltre, viene collegato a una base di cemento che funziona come conduttore di calore e che riduce il surriscaldamento del pannello.

Le celle fotovoltaiche possono avere rendimento e caratteristiche diverse in base a tre variabili:

    • Intensità della radiazione solare, ovvero la quantità di irraggiamento;
    • Superficie della cella fotovoltaica;
    • Efficienza della cellula fotovoltaica.

Il rendimento dipende anche dal tipo di semiconduttore utilizzato: a parità di superficie il silicio multicristallino arriva a produrre una percentuale di energia doppia rispetto al silicio amorfo.

Cosa succede quando i raggi del sole colpiscono un pannello solare

I raggi del sole colpiscono la superficie dei pannelli solari: si tratta di fotoni che attivano il cosiddetto effetto fotovoltaico. In pratica gli elettroni che si trovano sulla lastra di silicio vengono attivati dai fotoni e iniziano a produrre energia elettrica.

Fino a questo momento si tratta di corrente continua (detta anche direct current), che non può ancora essere utilizzata né trasportata in un

impianto elettrico.
È necessario, a questo fine, convertirla in corrente alternata e per questo compito è necessario utilizzare un inverter.

Le parti che compongono un impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico è costituito essenzialmente da due componenti:

      • Celle fotovoltaiche, che formano i pannelli fotovoltaici e che, come abbiamo visto, hanno la funzione di catturare i fotoni e trasformarli in energia elettrica;
      • Inverter: si tratta invece di apparecchiature che trasformano la corrente continua in corrente alternata. Gli impianti di nuova generazione sono costruiti con inverter che hanno anche la funzione di ottimizzare la trasformazione e di integrare sistemi di accumulo.

Come rendere efficiente un impianto fotovoltaico

Perché un impianto fotovoltaico funzioni al meglio delle proprie possibilità è necessario tenere conto di alcuni fattori.
1. Esposizione, pulizia e angolo d’irraggiamento: nel momento in cui viene installato un nuovo impianto così come in seguito quando viene fatta la pulizia e la manutenzione, bisogna tenere conto che i pannelli devono poter prendere il sole più a lungo possibile. Quindi sono da evitare zone ombreggiate, così come bisogna rimuovere eventuali corpi estranei che possono schermare il pannello: terra, sabbia, foglie, etc. Anche l’angolo di irraggiamento è importante per ottenere una resa migliore.

2. Manutenzione dei cavi e cablaggi: con il passare del tempo possono usurarsi e creare dispersioni elettriche. Vanno esaminati con attenzione durante le manutenzioni.

3. Surriscaldamento delle celle: ha un impatto negativo sulla produzione di energia elettrica e sul rendimento dell’intero impianto.

4. Anzianità delle celle: man mano che passa il tempo, le celle diminuiscono di efficienza dovuto a un degrado fisiologico dei componenti. Si calcola che un pannello fotovoltaico possa avere una vita media attorno ai 20-25 anni, ma nel corso del tempo può perdere fino al 10-15% di efficienza.

Per questi motivi, è necessario non solo analizzare la situazione prima di installare l’impianto e farsi consigliare da un esperto, ma avere cura dell’impianto stesso e non tralasciare le manutenzioni periodiche.