Arriva anche quest’anno il periodo della dichiarazione di redditi e forse anche voi vi ritrovate persi tra documenti da reperire e fatture da scaricare.
Tuttavia, qualche lato positivo c’è e, se negli anni scorsi avete installato un impianto fotovoltaico, anche quest’anno potreste ritrovarvi un piccolo gruzzoletto da detrarre dalle tasse.
Vediamo allora come funziona la detrazione per gli impianti fotovoltaici nel 2019.

Come detrarre impianti fotovoltaici installati negli anni scorsi

A partire dal 2013 le detrazioni per gli impianti fotovoltaici sono state aumentate dal 36% al 50%. Di conseguenza, se in questi anni avete installato un impianto fotovoltaico potete portare in detrazione una cifra pari al 50% dell’importo speso.
Tale detrazione, però, viene ripartita in dieci anni. Quindi ogni anno porterete una quota pari a un decimo della detrazione totale.

Quali spese si detraggono

La detrazione riguarda l’intero importo speso per la realizzazione di impianti fotovoltaici casalinghi, in quanto rientra nelle detrazioni per le ristrutturazioni domestiche. Non vanno confuse con le detrazioni per il risparmio energetico (ecobonus) che ammontano invece al 65% e che si riferiscono ai pannelli solari termici.
Quindi, nelle detrazioni per gli impianti fotovoltaici, sono incluse tutte le spese che riguardano l’installazione di:

  • moduli;
  • inverter;
  • sistemi di accumulo.

Chi può fare la detrazione

Questo tipo di detrazione è valido solo per le abitazioni private e i condomini, mentre sono escluse le aziende.
Inoltre, gli impianti devono essere di potenza inferiore ai 20 kw, perché con una potenza superiore vengono considerati impresa commerciale. La cifra massima che si può detrarre ammonta a 96.000€.
Per le abitazioni private valgono le stesse regole applicate per tutte le detrazioni per ristrutturazioni.

Può fare la detrazione colui a cui è intestata la fattura e che si trova in una delle seguenti condizioni:

  • È il proprietario (o famigliare convivente) dell’immobile o della nuda proprietà;
  • È titolare o contitolare di un diritto d’usufrutto, uso o abitazione;
  • È inquilino o comodatario;
  • È socio di società o cooperativa proprietaria dell’immobile;
  • È imprenditore individuale.

Per famigliare convivente si intendono:

  • il coniuge;
  • i parenti entro il terzo grado;
  • gli affini entro il secondo grado;

Inoltre, hanno diritto alla detrazione anche il coniuge separato se assegnatario dell’immobile, il componente dell’unione civile, il convivente more uxorio.

Cosa fare per detrarre l’impianto fotovoltaico

Per poter detrarre l’impianto fotovoltaico è necessario che tutta la procedura di installazione sia a norma di legge e che siano dimostrabili i vari passaggi. Quindi, è necessario conservare i documenti che lo attestino.
A seconda del comune di residenza e delle circostanze specifiche possono essere necessarie comunicazioni e autorizzazioni diverse. Tra queste ci possono essere:

  • Comunicazione all’ASL. Non è sempre necessaria, quindi è bene rivolgersi al proprio tecnico e al tecnico comunale per sapere come muoversi.
  • Permessi o abilitazioni amministrative. Anche in questo caso dipende dal tipo di lavoro svolto.
  • Pagamento effettuato tramite bonifico bancario parlante, che deve contenere il codice fiscale e il nominativo di chi fa la detrazione, il nominativo e la partita IVA della ditta che ha svolto i lavori, il riferimento alla fattura con numero e data e all’articolo di legge in base al quale può essere fatta la detrazione (l’articolo 16-bis del d.P.R. 917/1986). A partire dal 2018, la circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate ha disposto che chi fa la detrazione non deve essere necessariamente l’ordinante del bonifico. In ogni caso, deve essere indicato nella causale il nominativo di chi fa la detrazione.

Nel caso in cui non siano necessarie autorizzazioni edilizie, dovrà comunque essere allegata alla dichiarazione dei redditi una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i lavori svolti.
Andranno allegati anche gli eventuali documenti amministrativi (comunicazioni, autorizzazioni, etc.), la copia della fattura e la copia del bonifico.

Quali detrazioni spettano alle aziende

Le aziende non rientrano in questo tipo di detrazioni che, appunto, sono previste solo per le abitazioni domestiche.
Tuttavia, le aziende possono godere di una quota di ammortamento del 140% delle spese per l’impianto fotovoltaico, a condizione che venga catalogato come bene mobile, così come indicato dalla circolare 36/E 2013 dell’Agenzia Entrate .
Dal 2016 infatti è entrato in vigore la possibilità di applicare un super-ammortamento come beni strumentali.

Come detrarre gli impianti installati quest’anno

Se avete installato un impianto nell’anno in corso o se avete intenzione di installarlo durante quest’anno, potrete godere della detrazione nelle dichiarazioni dei redditi dei prossimi anni.

Infatti la legge di stabilità ha prolungano questo tipo di detrazioni anche per l’anno in corso fino al 31 dicembre.

Premuratevi quindi di seguire tutte le procedure necessarie per legge e di conservare la documentazione.

Se, invece, siete ancora indecisi sul da farsi, tenete conto che non si sa se negli anni futuri queste detrazioni verranno ancora prorogate.

EBP_manutenzione-01EBP_manutenzione-02

L’installazione di un impianto fotovoltaico consente un ottimo risparmio sulle bollette e permette l’utilizzo di una fonte di energia rinnovabile, con un impatto positivo sull’ambiente.
Tuttavia, una volta posizionato l’impianto, è necessario mettere in atto alcune buone pratiche che ne garantiscano l’efficienza e la durata.
Per questo motivo è fondamentale la manutenzione dell’impianto fotovoltaico.

Se non l’hai ancora messa in programma, forse è venuto il momento di pensarci.

In cosa consiste la manutenzione dell’impianto fotovoltaico

Ogni impianto fotovoltaico ha una durata, per gli standard attuali, di circa 20-25 anni, a condizione che vengano fatti i giusti interventi di pulizia e gli adeguati controlli.
Il vantaggio è che, in linea di massima, gli elementi degli impianti fotovoltaici hanno una buona resistenza agli agenti atmosferici, a cui sono costantemente esposti.
L’attività di manutenzione si concentra prevalentemente su:

    • Pulizia dei vari componenti;
    • Verifica e controllo del funzionamento di tutti gli elementi.

La pulizia degli impianti fotovoltaici

Un’accurata pulizia del fotovoltaico permette all’impianto di offrire una resa migliore. Se i pannelli solari sono sporchi, i raggi del sole vengono assorbiti con minore intensità e la resa energetica è inferiore. Già solo il deposito di polvere può ridurre le prestazioni dell’impianto fino al 7%.
Quindi, il primo aspetto da curare è proprio questo. Infatti, non solo gli agenti atmosferici esterni, come pioggia e vento, possono causare il deposito di polvere, terra e foglie, ma nelle parti più nascoste dei pannelli si possono addirittura trovare nidi di uccelli.
Sarebbe opportuno, in quest’ottica, prevedere una pulizia stagionale, almeno un paio di volte l’anno, in modo che gli elementi esterni non si accumulino, diventando sempre più incrostati e rendendo sempre più difficile l’opera di pulizia.
Per fare il lavaggio degli impianti fotovoltaici bisogna tenere conto di alcuni elementi:

      • È sempre meglio non utilizzare spazzole dure né spugne abrasive, che possono rigare i pannelli solari;
      • Se possibile, si consiglia l’uso di acqua deionizzata e osmotizzata, sempre per evitare di danneggiare la superficie dei pannelli;
      • Evitare l’uso dei solventi. Se si tratta di una pulizia di routine, può essere sufficiente utilizzare sapone neutro. In caso di sporcizia più incrostata si possono usare detergenti appositi antistatici che proteggono il pannello con un film ed evitano che si depositi di nuovo la sporcizia;
      • Asciugare bene i pannelli dopo la pulizia e cercare di rimuovere tutti i possibili aloni. Anche in questo caso schermerebbero i raggi del sole, riducendo l’assorbimento dell’energia e la resa.

Verifica e controllo delle componenti

Tra le azioni di verifica e controllo, è molto importante eseguire le seguenti operazioni:

      • Termografia: si tratta di un procedimento svolto attraverso l’immagine termica dei pannelli. In questo modo si possono rilevare i difetti presenti nei pannelli.
      • Verifica elettrica: il sistema è veramente efficiente? Può esserci una perdita di isolamento? Questo tipo di operazioni permette di controllare la resa e la prestazione dell’impianto, individuando eventuali imperfezioni. In queste verifiche sono compresi il controllo degli inverter e la verifica del cablaggio e de collegamenti elettrici.
      • Controllo dei livelli antigelo: prima della stagione invernale è opportuno verificare che il livello dell’antigelo sia sufficiente e, nel caso, è importante aggiungerne. Infatti, non solo gli sbalzi di temperatura possono danneggiare i pannelli, ma è importante mantenere a una temperatura non troppo rigida tutto l’impianto per evitare guasti.

Quanto costa la manutenzione di un impianto fotovoltaico

Trattandosi di operazioni piuttosto delicate e di controlli che richiedono una certa competenza, oltre al fatto che in alcuni casi sono necessarie attrezzature apposite, è sempre meglio affidarsi a una ditta specializzata.
Anche la pulizia, che potrebbe sembrare un’operazione piuttosto semplice, richiede molta attenzione: non solo in genere i pannelli sono montati a una certa altezza, ma sono delicati da maneggiare.
Fare qualche danno potrebbe costare molto di più che affidarsi direttamente a uno specialista.
Se hai intenzione di programmare la manutenzione del tuo impianto, contatta la tua ditta di fiducia per un preventivo gratuito. Senza dubbio non te ne pentirai.

Oggi, quando parliamo di futuro green, abbiamo a cuore una speranza. Quella di invertire una tendenza che ha portato negli ultimi decenni a tassi di inquinamento molto elevati con le conseguenze sull’ambiente che ben conosciamo.

E, in questo caso, non possiamo non parlare di energie rinnovabili.

Che cosa sono le energie rinnovabili

Le energie rinnovabili sono quelle prodotte attraverso fonti che non consumano risorse del territorio e che si rigenerano alla stessa velocità con cui si consumano.

Questo implica che:

  1. L’utilizzo di queste energie non va ad esaurimento e non influisce negativamente sul futuro;
  2. Non è necessario alimentarle in qualche modo perché, appunto, si rigenerano da sé.

Potenzialmente, quindi, queste fonti sono infinite.

Inoltre, fattore di notevole importanza, hanno un impatto ambientale decisamente inferiore (se non nullo) rispetto alle fonti energetiche tradizionali.

Le FER (fonti energetiche rinnovabili), infatti, non producono gas serra né scorie che richiederebbero un adeguato smaltimento.

In una prospettiva a media e lunga scadenza, e per certi versi anche a breve, le rinnovabili costituiscono un ottimo investimento e si prevede che nei prossimi anni la corsa alla produzione attraverso questo tipo di energie sarà sempre più rapida.

Non per nulla molti Stati si stanno organizzando in tal senso stringendo partnership con aziende private.

Energie rinnovabili: cosa si sta muovendo attorno ad esse

La spinta sull’acceleratore nella conversione della produzione energetica da fonti non rinnovabili a fonti rinnovabili è diventata globale.

Al di fuori dell’Europa, Brasile ,Cina e Stati Uniti,  che si presentano come i mercati energetici più importanti del mondo, sono anche i primi a interessarsi alla conversione e a programmare una trasformazione di tutto rispetto.

Il Brasile, attualmente, può già vantare oltre l’82% di energia prodotta da energie rinnovabili. Se in questo momento è l’idroelettrico a dare la percentuale maggiore di energie pulite, si intende puntare su eolico e solare – due settori energetici comunque già in notevole crescita negli ultimi anni – e raggiungere il 23% di energia derivante da queste fonti entro il 2030.

Se la Cina punta a raggiungere entro il 2030 una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 35%, gli Stati Uniti si trovano in un contrasto interno molto forte tra chi vuole una svolta decisa sulle rinnovabili e chi, invece, vorrebbe tornare alle fonti tradizionali. È la California a trainare la battaglia verso le energie pulite. In quello Stato l’obiettivo è di raggiungere il 50% entro il 2017 e, addirittura, il 100% entro il 2045.

In Europa, la Spagna è alle prese con il finanziamento per la conversione di trasporti ed edifici per una migliore resa energetica. La Germania, oltre a spingere sull’eolico, sta inaugurando una nuova mobilità verde, sperimentata attualmente con i primi treni a idrogeno.

Anche la Francia, per anni legata al nucleare, sta tentando la via delle energie pulite, con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2030 la produzione di energie pulite.

Ambiziosi anche gli obiettivi italiani, confortati dai dati recenti: nel decreto incentivi sia auspica entro il 2030 il raggiungimento del 60% dei consumi elettrici prodotti da energie pulite.

I vantaggi delle energie rinnovabili

Sebbene molti dei vantaggi delle energie rinnovabili appaiano chiari fin da subito per quanto riguarda la salute del pianeta, c’è da chiedersi perché solo negli ultimi anni abbiano iniziato a riscuotere tanto interesse da parte dei Governi e delle aziende oltre che, ovviamente, dell’opinione pubblica.

In gran parte tutto ciò è l’effetto di una questione economica: negli ultimi dieci anni, infatti, il costo delle installazioni di impianti ad energia solare si è ridotto di oltre il 60% e pare destinato a diminuire ulteriormente del 40% nei prossimi 6-7 anni.

Il mercato si è aperto grazie proprio all’aumento del numero di installazioni, che hanno creato un circolo virtuoso nella discesa dei prezzi. Se fino a qualche anno fa gli impianti richiedevano un investimento a lungo termine, oggi i tempi di recupero sono diminuiti. Inoltre, le politiche di incentivi che si sono messe in atto e i finanziamenti alle aziende hanno portato l’attenzione anche da parte delle grosse aziende.

Infine, l’impatto sull’opinione pubblica è stato un altro tratto distintivo che ha  spinto le grandi aziende a rivedere le loro politiche energetiche in nome di una rinnovata brand identity. Da Lego a Microsoft, da H&M a Lego, intraprendere la strada verso le energie pulite sta diventano un obiettivo condiviso e di importanza strategica in tutto in mondo.

 

Secondo i dati di ANIE Rinnovabili, l’associazione di ANIE Federazione che raggruppa le imprese che si occupano dell’impiantistica per la produzione di energie rinnovabili, nel periodo tra gennaio e novembre dello scorso anno le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno registrato una crescita del 9% rispetto al 2017, raggiungendo complessivamente circa 836 MW.

È molto probabile che, una volta resi noti i dati di dicembre 2018, si possano raggiungere gli ottimi risultati del 2017, sebbene con risultati diversi a seconda delle singole fonti: mentre il fotovoltaico e l’idroelettrico proseguono in loro trend positivo, l’eolico e le bioenergie probabilmente avranno un saldo negativo.

Tuttavia, se verrà approvato dalla Commissione Europea lo schema di Decreto Ministeriale sulle fonti rinnovabili, ci sono buone possibilità di ottenere per il 2030 gli obiettivi indicati dall’Unione Europea.

I dati del 2018

Grazie ai dati pubblicati da ANIE Rinnovabili, riferiti al periodo gennaio-novembre 2018, e al relativo comunicato stampa, possiamo analizzare il trend.

FOTOVOLTAICO

Il fotovoltaico è senza dubbio una della energie rinnovabili che ha registrato i dati più confortanti: infatti, nel solo mese di ottobre ha superato i 71 MW e, grazie ai 30 MW di novembre, ha raggiunto quota 402 MW complessivi: circa il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2017.

Altri dati incoraggianti possono essere così riassunti:

  • incremento dell’8% del numero di unità di produzione connesse;
  • incremento del 33% (in potenza) degli impianti tra i 20 ed i 1.000 kW nei mesi di ottobre e novembre;
  • gli impianti di tipo residenziale (fino a 20 kW) nel 2018 hanno costituto il 50% della nuova potenza installata, quindi un nuovo impianto su due è fotovoltaico;
  • Per quanto riguarda l’incremento di potenza, le regioni che hanno registrato le migliori performance sono Calabria, Liguria, Piemonte e Sardegna, mentre quelle con il maggior decremento sono Campania, Lazio e Valle d’Aosta.
  • In termini di unità di produzione le regioni con il miglior incremento sono Abruzzo, Liguria e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Basilicata e Molise.

Inoltre, nel mese di ottobre è stato attivato in provincia di Cagliari un impianto di 26 MW in market parity.

EOLICO

Anche per l’eolico sono stati molto positivi i mesi di ottobre e di novembre, con rispettivamente oltre 69MW e 29 MW, tanto da raggiungere una produzione complessiva di 297 MW nel 2018.

Le installazioni, invece, registrano un calo di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2017: la causa principale è la riscontrarsi con la chiusura al 31 dicembre 2017 della finestra per l’accesso diretto degli impianti di piccolissima taglia.

In termini di diffusione territoriale , le regioni del Sud Italia rimangono quelle con  maggior parte della potenza connessa (88%) per motivi geografici e climatici.

L’eolico si consolida come destinato a impianti di grande taglia: solo lo 0,2% degli impianti installati tra gennaio e novembre del 2018 risultano di potenza inferiore a 60kW, mentre nel 99% dei casi si tratta di impianti superiori ai 200kW.

Nuovi impianti di grande taglia sono stati attivati tra i mesi i ottobre e novembre:  39,8 MW in Basilicata, 12,5 MW in Puglia e 8 MW nel Lazio, 15 MW in Sicilia e 13 MW in Abruzzo.

IDROELETTRICO

Per quanto riguarda l’idroelettrico, i mesi di ottobre e novembre sono stati determinanti per migliorare il trend mensile: gli 8 MW di ottobre e i 6 MW circa di novembre hanno permesso di raggiungere il valore di 137 MW complessivi, registrando un +92% rispetto ai valori dei primi undici mesi del 2017.

Le unità di produzione sono invece in decremento, con un -69% rispetto al 2017.

Per l’idroelettrico, a differenza dell’eolico, sono le regioni del nord a segnalare il maggior incremento di potenza, in particolare Lombardia e Piemonte.

Per quanto riguarda i nuovi impianti attivati, nel mese di ottobre in Lombardia ha preso avvio la produzione di energia da parte di un impianto idroelettrico da circa 6,3 MW.

BIOENERGIE

Per quanto riguarda gli impianti a bioenergie, non si registrano variazioni significative nell’ultimo bimestre. Per quanto riguarda la potenza installata nel 2018,  il totale rimane 28 MW, così come gli impianti che attualmente sono 25.

SISTEMI DI ACCUMULO

Sui sistemi di accumulo non ci sono dati ufficiali, ma solo stime. ANIE Rinnovabili dichiara che nel 2018 state installate circa 10.000 unità di sistemi di accumulo abbinati a impianti fotovoltaici residenziali. Ciò farebbe incrementare il dato relativo al 2018 di circa il 25%.

Sempre le stime di ANIE indicherebbero che nel quadriennio 2015-2018 i sistemi di accumulo residenziali sarebbero circa 26.000, grazie alla misura della detrazione fiscale e di due bandi promossi dalla Regione Lombardia.
Per quanto riguarda i sistemi residenziali sarà indispensabile investire su strumenti e meccanismi di sviluppo a livello nazionale, così come già fatto su scala regionale.
Per quanto riguarda invece le grandi taglie, sono già in essere progetti realizzati da Terna con innovativi sistemi di controllo: lo Storage Lab di tipo Power intensive (12,5 MW di potenza e 18,5 MWh di capacità) e il Large scale energy storage di tipo Energy intensive (35 MW e 232 MWh).

Conclusioni

Se l’opinione pubblica dimostra di essere sempre più interessata alle fonti rinnovabili, la partita per il 2019 e per gli anni a venire si gioca sulla semplificazione dell’installazione dei nuovi impianti e soprattutto sugli incentivi, non solo economici, che chi governa saprà offrire ai privati come le aziende.

Dopo l’auspicata approvazione del Decreto, sarà la volta dell’applicazione pratica delle norme incluse nel Decreto: aspettiamo che giungano buone notizie, nella prospettiva di un trend positivo per le fonti rinnovabili anche per il 2019.

Che cosa riserva il 2019 per il fotovoltaico? Quali agevolazioni sono previste e come ha intenzione di muoversi il Governo di fronte alla sfida delle energie rinnovabili?

Vediamo punto per punto tutte le novità per il fotovoltaico 2019.

Ristrutturazioni edilizie e fonti di energia rinnovabili

Novità molto interessanti per il fotovoltaico e per le energie rinnovabili sono contenute nella proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), inviata pochi giorni fa a Bruxelles.

Infatti, il Piano è stato formulato con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra costi e benefici per quanto attiene all’efficienza energetica, in particolare nel settore edilizio.

Per esempio, la riqualificazione energetica potrebbe essere abbinata ad altri tipi di interventi: come si legge nel documento “la possibilità di introdurre degli obblighi di efficientamento energetico in occasione delle ristrutturazioni, laddove giustificato in termini di rapporto tra costi e benefici e nonché l’introduzione di nuovi limiti sull’utilizzo degli impianti di raffrescamento”.

In pratica, potrebbe essere richiesto di migliorare l’efficienza energetica in concomitanza con lavori di ristrutturazione, se il rapporto tra costi e benefici lo permette e lo giustifica.

Gli obiettivi che il Piano intende raggiungere sono molto ambizioni:

  • Arrivare a produrre almeno il 30% nei consumi finali lordi di energia attraverso le fonti rinnovabili, così come indicato dalla UE negli obiettivi per il nostro Paese;
  • Utilizzare una quota di energia da fonti di energia rinnovabile nei consumi per i trasporti pari al 21,6%, a fronte del 14% previsto dalla UE;
  • Ridurre i consumi di energia primaria  del 43% rispetto allo scenario PRIMES 2007 (a fronte della richiesta dell’ UE del 32,5%).

Non solo rispettare le richieste di Bruxelles, ma addirittura ottenere risultati ancora migliori, implica un grosso investimento in termini di tempo e lavoro, oltre che economico, per favorire l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

In quest’ottica il Piano mette in campo una serie di propositi:

  • lavorare al rafforzamento degli standard minimi e delle normative;
  • introdurre le misure necessarie al miglioramento della qualità degli APE (attestati di prestazione energetica)
  • introdurre misure per favorire l’acquisto di abitazioni in alta classe energetica;
  • promuovere l’adozione di tecnologie e sistemi di domotica che consentano il monitoraggio e il controllo della performance degli edifici;
  • lavorare al rafforzamento delle verifiche sul rispetto di normative e standard;
  • lavorare all’integrazione tra le regole per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili negli edifici.

Fotovoltaico 2019: incentivi non solo economici

Infine, gli incentivi. Che, come sempre, sono il motore principale nella spinta all’investimento sia per i privati sia per le azienda.

In questo senso, le misure su occuperebbero di:

  • favorire la creazione di piccoli impianti attraverso l’esenzione degli oneri di autoconsumo;
  • inserimento di procedure competitive per le tecnologie più mature al fine di incentivare i grandi impianti a fonte rinnovabile;
  • favorire l’aggregazione di piccoli impianti ai fini dell’incentivazione;
  • semplificare il processo di autorizzazione per il revamping/repowering di impianti esistenti;
  • semplificare il processo di autorizzazione per autoconsumatori e comunità a energia rinnovabile;
  • rivedere e aggiornare la normativa per l’assegnazione delle concessioni idroelettriche.

Insomma, si tratta di una progettualità a tutto campo che incentiva piccoli e grandi impianti anche economicamente, semplifica le procedure e aggiorna le normative.

Non ci resta che attendere l’approvazione e il testo definitivo del Piano.

 

Con Fronius Symo si può fare revamping fotovoltaico senza compromessi: la struttura dell’impianto non cambia e la produzione è ripristinata ai massimi livelli.

 

Biella, Italia
Il malfunzionamento e la successiva combustione di un inverter centralizzato hanno bloccato la produzione di un impianto FV da 580 kW installato nel 2010. L’urgenza di ripristinare la produttività dell’impianto doveva, però, essere conciliata con i requisiti tecnici richiesti dalle normative per il mantenimento dell’incentivazione derivante dal secondo Conto Energia. Ecco quindi il revamping fotovoltaico che si dimostra essere a prova di incentivo.

Schermata 2018-06-11 alle 16.34.51

L’azienda installatrice EBP Impianti infatti ha scelto di sostituire il dispositivo non più funzionante con gli inverter di stringa Fronius Symo per la loro affidabilità e, soprattutto, per la loro flessibilità. Infatti, grazie al doppio inseguitore MPP e all’ampio range di voltaggio, Fronius Symo non pone limiti alle configurazioni possibili diventando così l’inverter ideale per qualsiasi intervento di revamping fotovoltaico, soprattutto nei casi in cui non devono essere alterate le stringhe o la disposizione dei moduli.

In caso di cali di produzione o guasti, il sistema di monitoraggio rileva le anomalie e invia automaticamente un messaggio di alert ai tecnici della E.B.P. S.n.c. permettendogli così di intervenire proattivamente per ripristinare l’operatività dell’impianto. In qualità di Fronius Service Partner Plus, i tecnici dell’azienda possono sostituire le schede elettroniche degli inverter direttamente in loco e questo gli permette di offrire un servizio di manutenzione più rapido ed efficiente ai loro clienti.

IL NOSTRO VALORE AGGIUNTO:

/ L’algoritmo adattivo Dynamic Peak Manager garantisce la massima producibilità del sistema, anche con fenomeni di ombreggiamento localizzati.

/ Il design similare dei prodotti della gamma SnapInverter consente delle installazioni e degli interventi di manutenzione rapidi e senza particolari difficoltà.

 

revamping fotovoltaicodati impianto Fronius Vercelli

Un team di scienziati cinesi ha progettato un dispositivo avanzato in grado di catturare energia dai pannelli fotovoltaici nei giorni di pioggia e maltempo

Parlare di pannelli fotovoltaici che sfruttano la pioggia per produrre energia sembra un palese controsenso. Invece non è così, e quella che può apparire come una semplice battuta di spirito è un’ipotesi in fase di realizzazione.
Uno studio condotto da un team di ricercatori cinesi della Soochow University, dimostra infatti che il maltempo e la pioggia non sono degli ostacoli alla produzione di energia, ma addirittura possono diventare un prezioso alleato.

Come funziona

La nuova tecnologia, presentata sulla rivista scientifica  Acs Nano, consiste nell’unione di una cella tradizionale in silicio con un nano-generatore trasparente in grado di trasformare l’energia meccanica della pioggia in elettricità.
Questa unione da luogo al cosiddetto effetto triboelettrico, il quale permette il trasferimento di cariche elettriche tra due corpi di materiale diverso, uno dei quali isolante. Per intenderci, è lo stesso fenomeno che osserviamo nel momento in cui, sfilandoci un maglione di acrilico, sentiamo i capelli carichi di elettricità.
Tra la cella solare ed il nano-generatore viene inserito un elettrodo la cui trama superficiale permette di sfruttare al massimo la luce solare.
In pratica, l’energia che non può essere incamerata nelle giornate di maltempo verrebbe almeno in parte recuperata attraverso questo ingegnoso dispositivo. Al momento gli scienziati cinesi devono risolvere il problema della compatibilità dei sistemi fotovoltaico e triboelettrico nelle giornate in cui piove ma ugualmente filtra una certa quantità di luce, poiché il dispositivo esclude automaticamente una delle due opzioni.

Implicazioni possibili

Come mostra l’articolo di Tiscali Notizie, l’applicazione di questo progetto consentirebbe la massimizzazione dell’accumulo energetico in zone mediamente piovose o in periodi di alte precipitazioni. Inoltre le trame delle nuove celle solari tornerebbero utili addirittura nel settore tessile, in quanto potrebbero essere tessute per la realizzazione di cappotti hi-tec.
Pioggia e tessile ci riconducono intuitivamente a Biella, e chissà che questa strabiliante innovazione tecnologica non possa un giorno diventare uno strumento di rilancio per la nostra piccola realtà.

Due sentenze del Tar nel 2017 affermano che i pannelli solari sono da considerarsi un normale elemento architettonico.

Sì, anche la legge cambia rotta e introduce una grande novità considerando il fotovoltaico come un normale elemento architettonico.

Il fotovoltaico è una realtà ormai affermata ed in costante evoluzione. Secondo i dati forniti da elettricomagazine, ricavati dalla 41esima Expo Comfort tenutasi a Milano lo scorso mese di marzo, la potenza installata in Italia nel 2017 ha raggiunto i 409 MW, realizzando un ragguardevole +11% rispetto all’anno precedente.

Quali sono i fattori di crescita

I motivi di una tale performance sono diversi, alcuni dei quali piuttosto conosciuti. I progressi tecnologici in questo campo sono notevoli e continui: studi e sperimentazioni si susseguono in ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, così che la libera concorrenza e le migliorie apportate consentono una concreta riduzione dei costi.
Inoltre, una maggiore consapevolezza ambientale supportata da adeguati sgravi fiscali, fa sì che le famiglie si aprano alla possibilità di attingere alle fonti di energia rinnovabile, in particolare il solare fotovoltaico.
Ma c’è un altro aspetto da sottolineare, ovvero l’evoluzione normativa. Fino a poco tempo fa, specie in Italia, vi erano vincoli paesaggisti ed architettonici piuttosto restrittivi all’applicazione di pannelli solari. La burocrazia imponeva una serie di blocchi limitandone in parte l’accesso ai potenziali fruitori.

Cambio di rotta: il fotovoltaico come un normale elemento architettonico

Nel 2017 però due sentenze del Tar di Lombardia e Campania hanno ribaltato la situazione. Infatti, mentre in passato era il privato cittadino a dover dimostrare che le installazioni rispettavano piani regolatori e criteri paesaggistici, in seguito alle sopracitate sentenze ora è l’Autorità a dover dimostrare nel dettaglio e non attraverso principi generici che il paesaggio non è compromesso dall’installazione dei moduli. La presenza dei pannelli diventa perciò normale elemento architettonico del moderno paesaggio. Secondo People for planet.it, da un punto di vista normativo si tratta di un’autentica rivoluzione copernicana che agevolerà ancor di più la diffusione delle rinnovabili.
Se a ciò aggiungiamo che i rivestimenti tecnologici possono essere arricchiti da decorazioni colorate e fantasie complesse ad un costo accessibile un po’ a tutte le tasche, ecco allora più chiari i motivi della crescita avvenuta nel settore nell’ultimo anno.

L’agenzia americana Nrel studierà il progetto fotovoltaico Aurora di Enel Green Power che è in corso d’opera nel Minnesota, pensato per conciliare pannelli solari e agricoltura.

Forse messa giù così la frase dice poco, ma in realtà questo studio fornirà indicazioni molto importanti per l’Italia e di conseguenza per l’area di Biella. Cerchiamo dunque di capire meglio di cosa si tratta.

Perché studiare i rapporti tra fotovoltaico e agricoltura?

I ricercatori statunitensi si propongono di capire i vantaggi della presenza di impianti di fotovoltaici in diversi tipi di aree agricole caratterizzate da varie forme di coltivazione. Si ipotizza infatti che le piante possano fornire vantaggi economici ed ambientali rispetto alla copertura di terreni con erba e ghiaia, attualmente ancora in maggioranza.
Ai microfoni di greenreport l’analista del Nrel Jordan Macknick afferma che “il progetto potrebbe far emergere nuove opportunità per aggiungere valore agli impianti solari. Potrebbe dimostrare che la vegetazione può ridurre i costi per lo sviluppo e la manutenzione dei progetti solari”.

In altre parole, il matrimonio tra fotovoltaico e alcuni tipi di coltivazione risulterebbe perfetto per due motivi: sarebbe sia vantaggiosa dal punto di vista economico sia maggiormente sostenibile e quindi in perfetta linea con la filosofia della green energy.

I benefici del matrimonio fra fotovoltaico e agricoltura

Questa idea non è una novità assoluta: in molti stati americani gli agricoltori da tempo coltivano fagioli, lattuga, cavoli, peperoni ed altri ortaggi sotto o vicino ai pannelli solari. Ora si tratta di capire i benefici della combinazione fotovoltaico e agricoltura, che sono principalmente due.
La preparazione di un sito per poter ospitare pannelli fotovoltaici incide per circa il 20% del costo totale dell’opera, in particolare per il livellamento del terreno ed la posa di erba o ghiaia. Lasciare sul posto la vegetazione avrebbe due effetti positivi: 

  1. riduzione dei costi per la preparazione del terreno;
  2. riduzione dell’uso dei pesticidi, aspetto molto importante anche dal punto di vista ambientale.

Tutto ciò renderebbe eco-sostenibile il matrimonio tra agricoltura e pannelli solari.

Solare e agricoltura

Alcuni esperimenti del connubio frafotovoltaico e agricoltura sono già stati fatti / via Flickr

Fotovoltaico e agricoltura, simbiosi perfetta e vantaggi per entrambi

La vegetazione adatta può migliorare la produttività dei pannelli. Infatti, la presenza di ortaggi offre l’enorme vantaggio di abbassare la temperatura del terreno, che a sua volta riduce quella dei pannelli. I pannelli fotovoltaici a temperature più basse sono più efficaci in quanto aumentano la produzione di energia solare.

Vale dunque la pena di seguire l’evolversi dello studio, poiché in Italia e nel biellese si potrebbero adottare le stesse misure del Minnesota.

L’Australia è fra i paesi in prima linea nel campo delle rinnovabili.

Pochi giorni fa è stato siglato un importante accordo che prevede la realizzazione della più grande centrale elettrica virtuale del pianeta.
A dire il vero il governo australiano protegge ancora fortemente l’energia fossile, ma lo stato federato del South Australia ha scelto con decisione la via del fotovoltaico con accumulo.

Il progetto: solare domestico, in rete

Il sito news.com.au rivela l’accordo siglato tra il premier sud-australiano Jay Weatherill e il Ceo di Tesla Inc. Elon Musk, il quale prevede la realizzazione, in soli 4 anni, di una rete di 50mila impianti solari domestici – attualmente già in fase di sperimentazione in 1100 abitazioni – in grado di generare 250 MW di elettricità. Abitazioni che verranno dotate gratuitamente di un impianto fotovoltaico da 5 kW e una batteria Tesla da 13.5 kW.
L’aspetto davvero interessante del progetto è che la centrale elettrica fotovoltaica si autofinanzierà con la vendita alla rete dell’energia prodotta dai singoli partecipanti.

Quali vantaggi per gli utenti?

Questa immensa centrale elettrica fotovoltaica genererà quindi energia per una larga fetta del South Australia. Ma cosa implica per i singoli utenti?
Le famiglie non saranno proprietarie dell’energia prodotta dai pannelli solari installati sui loro tetti ed incamerata nelle batterie all’interno delle loro case, quindi non avranno un guadagno diretto. Ma è altrettanto vero che a fronte di questo mancato introito godranno di due vantaggi non indifferenti.
Il primo, di ordine economico. Infatti, secondo rinnovabili.it il costo della bolletta elettrica dovrebbe ridursi del 30%  rispetto al prezzo attuale. Una riduzione davvero consistente.
Il secondo vantaggio, che potremmo definirlo indiretto, rende ancor più affascinante questo ambizioso progetto, perché il network proteggerà le singole abitazioni da possibili blackout, tramite un sistema tecnologicamente avanzato che consentirà di individuare una interruzione di corrente e ripristinarla in maniera automatica, in modo che l’utente non abbia neppure il tempo di rendersi conto del problema.